
I Dacia Sandriders si preparano ad affrontare il Rally del Marocco, penultimo appuntamento del Campionato del Mondo FIA di Rally-Raid 2026 in programma dal 29 settembre al 3 ottobre. La squadra si presenta all’appuntamento in una posizione di netto vantaggio, guidando la classifica Costruttori e occupando le prime posizioni anche nelle graduatorie Piloti e Navigatori.
Dopo le vittorie di rilievo conquistate al Rally Dakar a gennaio e al Rally-Raid del Portogallo in primavera, oltre al podio ottenuto in Argentina, il team affronta la gara marocchina con l’obiettivo di difendere la leadership e proseguire la striscia di successi iniziata nel 2024. Il tracciato, con partenza e arrivo basati tra Agadir e Zagora, metterà alla prova gli equipaggi su un percorso complessivo di oltre 2.500 chilometri, di cui 1.575 cronometrati, caratterizzato da dune e sfide tecniche nel deserto.
In vista di questo appuntamento decisivo, la formazione dei Dacia Sandriders registra una novità importante nella composizione degli equipaggi. Pablo Moreno affianca ora Lucas Moraes, Campione del Mondo in carica, prendendo il posto di Dennis Zenz a bordo della vettura numero 223. Nel frattempo, Cristina Gutiérrez ha lasciato il team dopo aver contribuito ai successi sin dalla creazione della squadra nel 2024.
La squadra schiera tre vetture alimentate da carburante sostenibile Aramco e dotate di pneumatici BFGoodrich. L’equipaggio numero 299 è composto da Nasser Al-Attiyah e Fabian Lurquin, attualmente vicinissimi ai compagni di squadra in classifica. La vettura numero 219 è affidata a Sébastien Loeb ed Édouard Boulanger, leader provvisori del campionato. Infine, la numero 223 vede il debutto della nuova coppia formata da Lucas Moraes e Pablo Moreno.
La Team Principal Tiphanie Isnard ha sottolineato l’importanza di mantenere concentrazione e umiltà nonostante la leadership provvisoria, ricordando che nei rally-raid il margine di errore è minimo e nulla può essere dato per scontato. La gara in terra marocchina rappresenta non solo un crocevia fondamentale per l’assegnazione dei titoli mondiali 2026, ma anche un test cruciale per consolidare i nuovi equilibri interni in seno alla scuderia in vista della chiusura di stagione.