
Trent’anni fa, il 27 ottobre 1996, Opel conquistava uno dei successi più importanti e memorabili della sua storia nel motorsport. Al termine di una stagione tanto complessa quanto spettacolare, il pilota tedesco Manuel Reuter e la sua inconfondibile Opel Calibra V6 4×4 si assicuravano il titolo nel Campionato Internazionale Turismo (ITC), la serie per vetture di Classe 1 più tecnicamente avanzata al mondo.
All’epoca, l’ITC rappresentava l’apice dell’ingegneria applicata alle corse, superando persino la Formula 1 in termini di complessità tecnologica. Le vetture schierate da Alfa Romeo, Mercedes-Benz e Opel erano veri e propri laboratori viaggianti spinti da motori V6 capaci di erogare circa 520 cavalli a 12.000 giri al minuto. La battaglia tecnica e sportiva si giocava su ogni singolo dettaglio: trazioni integrali con differenziali controllati elettronicamente, sistemi modulari a sgancio rapido per la sostituzione dell’intero frontale in meno di tre minuti, ABS da gara e aerodinamica sofisticata.
Il cammino verso il titolo fu tutt’altro che semplice. Reuter iniziò la stagione con due vittorie a Hockenheim e al Nürburgring, mantenendo la leadership fino a settembre. Una serie di sfortune, tra cui una collisione e un rogo a Magny-Cours, permise ai rivali Alessandro Nannini e Bernd Schneider di riaprire completamente i giochi. La svolta decisiva arrivò nel finale di stagione, culminato con il trionfo di Reuter e la celebre festa nel Motodrom di Hockenheim, costata peraltro una multa di 10.000 dollari da parte della FIA per aver fermato la vettura in pista.
Prima ancora dell’epilogo, la trasferta in Brasile a San Paolo regalò momenti di pura tensione cinematografica. La Opel Cliff-Calibra subì danni durante il carico all’aeroporto di Francoforte, mentre il convoglio dei trasportatori dell’ITC fu coinvolto in una sparatoria con un cecchino nei pressi di Interlagos, fortunatamente senza conseguenze drammatiche per i piloti e i team. Nonostante le difficoltà di messa a punto e un dodicesimo posto in griglia, la gara sotto la pioggia di San Paolo premiò la coraggiosa intuizione strategica della squadra Opel sulla scelta delle gomme slick, consegnando matematicamente il titolo a Reuter.
Quel 1996 si rivelò un anno d’oro per Manuel Reuter e per Opel, capaci di imporsi in un campionato durissimo e di battere la concorrenza spietata di marchi blasonati e di compagni di squadra di altissimo livello. Un’epoca irripetibile che ha lasciato un segno indelebile nel cuore degli appassionati e nella storia delle corse automobilistiche.