Gp di Singapore: ecco le mescole scelte da Pirelli per la Formula 1

Mentre i team e i piloti si preparano ad affrontare il Marina Bay Circuit di Singapore, la Pirelli, fornitore ufficiale di pneumatici, ha confermato le mescole che saranno protagoniste per tutto il fine settimana del Gran Premio.

Per il diciassettesimo appuntamento stagionale, la scelta è caduta sui tre pneumatici più morbidi della gamma: la C3 fungerà da Hard, la C4 da Medium e la C5 da Soft, replicando esattamente la stessa opzione vista in pista nella passata edizione della gara asiatica.

Quest’anno, tuttavia, Singapore ospiterà per la prima volta il weekend con formato Sprint. Questa novità imporrà una sfida supplementare alle squadre, costrette a gestire le assegnazioni delle coperture in modo differente: avranno infatti a disposizione soltanto 12 set per l’intero fine settimana, anziché i consueti 13 previsti dal regolamento tradizionale.

In base alle normative vigenti per i fine settimana con la gara Sprint, i piloti riceveranno due set di pneumatici Hard, quattro set di Medium e sei set di Soft, ai quali si aggiungeranno sei set di gomme intermedie da bagnato verde e tre set di pneumatici da bagnato estremo di colore blu.

Il tracciato cittadino si sviluppa per 4,940 chilometri e presenta le caratteristiche tipiche di una pista cittadina, con i muretti di protezione vicinissimi alla traiettoria ideale e opportunità di sorpasso piuttosto limitate. Ciononostante, le modifiche introdotte nel 2023 nel terzo settore hanno aumentato in modo sensibile il numero di tratti ad alta velocità, rendendo il giro più scorrevole e veloce rispetto al passato. Nonostante la presenza di alcuni rettilinei, il circuito resta fortemente caratterizzato da numerose fasi di frenata e trazione, distribuite lungo le sue 19 curve, permettendo così alle moderne power unit di recuperare energia preziosa per tutta la durata del giro.

Il manto stradale del Marina Bay vanta un livello di rugosità superficiale compreso tra il medio e l’alto per essere un circuito cittadino, considerando sia la macro che la micro-rugosità. Poiché non sono stati effettuati interventi di riasfaltatura, i valori rilevati dovrebbero risultare ampiamente in linea con quelli della scorsa stagione, se non addirittura leggermente superiori. L’evoluzione della pista si preannuncia significativa nel corso dell’intero fine settimana. A complicare ulteriormente il quadro ci saranno le precipitazioni piovose di natura intermittente, un fenomeno tipico del clima equatoriale, che influenzeranno inevitabilmente i livelli di aderenza, alterando le condizioni dell’asfalto da una sessione all’altra.

Come noto, la gara si disputa rigorosamente in notturna, con temperature dell’asfalto che oscillano generalmente tra i 30 e i 35 gradi centigradi. In queste particolari condizioni, le coperture tendono a lavorare all’interno della propria finestra di utilizzo ideale, senza fare registrare particolari criticità legate al surriscaldamento. Lo stress meccanico non raggiunge livelli particolarmente elevati e il degrado atteso sarà principalmente legato al normale calo di rendimento dell’asse posteriore durante le fasi di trazione. Anche il fenomeno del graining e l’usura generale non dovrebbero trasformarsi in fattori limitanti per la gestione della corsa.

Proprio per queste ragioni, da una prospettiva puramente strategica, Singapore si conferma come uno degli appuntamenti in cui la strategia a una sola sosta rappresenta l’opzione privilegiata dai team, tenendo conto anche del tempo inevitabilmente perso lungo la corsia dei box e della frequente probabilità di neutralizzazioni della gara attraverso l’ingresso della safety car. Sebbene Hard e Medium si profilino ancora una volta come i composti di riferimento per la gara domenicale, quest’anno la mescola Soft potrebbe ricevere una maggiore considerazione da parte di più di una squadra.

Il composto più morbido dell’intera gamma ha ampiamente dimostrato nei precedenti appuntamenti di Budapest, Monza e Baku – dove è stato regolarmente impiegato – di consentire ai piloti di mantenere un ritmo gara molto sostenuto grazie a un degrado limitato, offrendo al contempo un vantaggio tangibile in termini di grip e di confidenza di guida. Tali caratteristiche potrebbero rivelarsi ancor più preziose su un tracciato come quello di Singapore, celebre anche per la sua marcata evoluzione della pista.

Anche le monoposto di ultima generazione sembrano sfruttare con maggiore efficacia le mescole più tenere. Il carico aerodinamico sviluppato, una gestione delle temperature decisamente più efficiente e la formulazione chimica dei composti attuali permettono di utilizzare l’estremità più morbida della gamma per stint più lunghi e competitivi rispetto al passato. In virtù di ciò, non stupirebbe affatto vedere la gomma a banda rossa utilizzata già durante la Sprint del sabato o, più in generale, assistere a un impiego ben più esteso della mescola C5 nel corso di tutto il fine settimana, favorito proprio dalla natura stessa del formato Sprint.

Fonte e foto: © Formula 1 – formula1.com