
Dalle lande ghiacciate della Svezia settentrionale fino alla calura torrida della Spagna meridionale, lo sviluppo della Bugatti Tourbillon segue una ricerca implacabile della perfezione. Ogni elemento dell’hypercar di Molsheim deve infatti garantire precisione e raffinatezza indipendentemente dalle condizioni ambientali in cui i proprietari decideranno di guidarla.
Nel corso di un episodio della serie documentaria ‘A New Era’, il team di sviluppo si è diretto a Siviglia per mettere alla prova i prototipi della Tourbillon con temperature che superano agilmente i 40 gradi centosettigradi. In questo scenario estremo, il calore dell’ambiente si unisce ai carichi termici elevatissimi generati da uno dei gruppi motore più avanzati mai visti su strada. La vettura unisce infatti un motore termico V16 aspirato a tre motori elettrici, capaci di erogare complessivamente 1.800 cavalli di potenza, con due motori elettrici posizionati sull’asse anteriore e un terzo abbinato al V16 al posteriore, alimentati da una batteria a 800 volt.
Un’architettura così complessa offre prestazioni eccezionali ma comporta anche una formidabile sfida termica. La priorità principale per gli ingegneri è stata quella di raffreddare adeguatamente l’abitacolo e il vano motore senza compromettere in alcun modo le linee filanti e sofisticate della carrozzeria. Per raggiungere questo obiettivo, la vettura adotta circuiti e sistemi di raffreddamento estremamente ingegnosi.
Il programma di validazione per il clima caldo condotto in Spagna si concentra su tre aspetti fondamentali: le prestazioni del sistema di climatizzazione dell’abitacolo, il monitoraggio delle temperature sui componenti critici della Tourbillon e la verifica dell’intera architettura di raffreddamento. Per raccogliere dati precisi, sui prototipi sono state installate oltre 200 termocoppie che misurano continuamente lo stato termico dell’auto mentre affronta diverse condizioni di guida.
Oltre a proteggere la meccanica, i tecnici Bugatti pongono grande enfasi sul comfort a bordo. Godere di una temperatura fresca nell’abitacolo permette a chi guida di mantenere la massima precisione e di godersi appieno le potenzialità della vettura, coerentemente con la filosofia del marchio che non accetta compromessi tra performance estreme e guidabilità sulle lunghe distanze.
Questa fase di test non rappresenta che l’ultimo capitolo di un percorso iniziato circa 15 mesi prima a Dubai, dove un precedente veicolo sperimentale aveva affrontato temperature superiori ai 50 gradi. I test attuali in Spagna coinvolgono prototipi ancora più evoluti, impegnati sia su strade aperte al traffico che su pista. Se la guida su strada aperta permette di replicare le situazioni termiche tipiche delle regioni più calde del pianeta arrivando a circa 45 gradi, l’uso in circuito sottopone pneumatici, freni, propulsore e sistemi di raffreddamento a uno stress combinato e ripetuto.
Questo programma estivo fa da contraltare ai test invernali condotti in Svezia, ad Arjeplog, dove temperature fino a trenta gradi sotto zero avevano messo alla prova la Tourbillon all’estremo opposto, verificando la dinamica su fondi a basso attrito e l’efficacia del riscaldamento. La combinazione di simulazioni digitali e prove fisiche estreme conferma come la nuova era Bugatti sia curata in ogni minimo dettaglio, garantendo che le straordinarie prestazioni della Tourbillon siano sempre fruibili in qualsiasi angolo del globo.
Fonte e foto: © Bugatti – newsroom.bugatti.com